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Lezione 6/84ª D · Diligenza 9 min Ultimo aggiornamento:

Diligenza: privacy, onestà e responsabilità

Cosa non scrivere mai a un assistente AI, quando dire che l’hai usato e perché l’ultima parola è sempre tua.

L’ultima D è forse la più importante: sei tu il responsabile di come usi l’AI e di quello che ne esce. Il framework la divide in tre momenti.

1. Quando scegli (cosa usare e cosa condividere)

Proteggi i tuoi dati

Quando scrivi in una chat, il testo viene inviato ai server dell’azienda che offre il servizio. A seconda delle impostazioni, le conversazioni possono essere conservate, lette da revisori o usate per migliorare il modello.

Non scrivere mai in una chat

Password e codici di accesso · numeri di carte di credito e IBAN completi · PIN e codici OTP · documenti d’identità · dati sanitari tuoi o di altri senza pensarci · informazioni riservate del tuo lavoro.

La buona notizia: quasi sempre puoi ottenere lo stesso aiuto senza dati personali. Basta sostituirli con segnaposto come [NOME] o [INDIRIZZO].

Esercizio privacy

Rendi il testo anonimo

Vuoi che l’AI ti aiuti a rispondere a questa email. Clicca le informazioni personali per nasconderle, poi premi “Controlla”.

Gentile ,
le scrivo per conto di mia madre, , nata il , codice fiscale .
Dopo la visita di le è stata prescritta una nuova terapia per la , ma ha avuto e vorremmo capire se continuare.
Potete richiamarci al ? Abitiamo in .
Grazie,

Controlla le impostazioni

Quasi tutti gli assistenti hanno un’opzione per non usare le tue chat per l’addestramento e una modalità di chat temporanea. Cercale in “Impostazioni” → “Privacy” o “Dati”. Se usi l’AI per lavoro, chiedi quali strumenti sono approvati dalla tua azienda.

Gioco: smista le carte

Lo scriveresti in chat?

Per ogni informazione decidi: va bene, meglio anonimizzarla, oppure mai.

2. Quando condividi (trasparenza)

Se hai usato l’AI in modo importante per un lavoro, dillo quando è rilevante: a scuola, all’università, in un articolo, in un documento di lavoro. Non c’è nulla di cui vergognarsi: è uno strumento, come la calcolatrice o il correttore automatico.

  • A scuola e al lavoro informati sulle regole: alcuni permettono l’AI, altri no, altri solo in certi modi.
  • Una formula semplice: “Ho usato un assistente AI per la prima bozza e per correggere il testo; contenuti e verifiche sono miei.”
  • Non spacciare per tuo un testo creativo generato interamente dall’AI, se chi lo riceve si aspetta che l’abbia scritto tu.

3. Quando pubblichi o consegni (responsabilità)

Prima di mandare, firmare o pubblicare qualcosa prodotto con l’AI:

  • Rileggilo tutto. Non solo l’inizio.
  • Verifica fatti, numeri e nomi (lezione sul Discernimento).
  • Chiediti: “Sarei a mio agio a difendere ogni frase di questo testo?”

La regola d’oro

L’AI è un collaboratore, non un capro espiatorio. Se lo firmi tu, è tuo: errori compresi.

Altri rischi da conoscere

  • Truffe con l’AI: voci clonate, foto false, email perfette. Se un “parente” ti chiama chiedendo soldi urgenti, riattacca e richiama tu al numero che conosci.
  • Immagini e video falsi (deepfake): prima di condividere qualcosa di scioccante, cerca conferme su fonti affidabili.
  • Rapporto con l’AI: è un ottimo strumento per sfogarsi o riflettere, ma non sostituisce amici, famiglia o un professionista della salute mentale.

Quiz

1/3 Vuoi aiuto per scrivere un reclamo alla banca. Cosa incolli nella chat?